Dicembre dovrebbe essere già periodo di letargo per quasi tutte le piante, al limite offrire qualche frutto tardivo come nespole comuni, corbezzoli, acca e via dicendo. Quest’anno però è ancora molto mite, o sarà anche per il fatto che diverse piante sono state messe a dimora in piena terra da poco – fatto sta che continuano o iniziano diverse fioriture. Una in particolare ci colpisce, quella in preparazione di Aloe (melanacantha?), una pianta seminata da lei diversi anni fa.

Verso sera, quando ancora siamo ben lontani dall’aver finito, la luce caldissima del tramonto ci attrae verso la zona delle Terrazze: interrompiamo l’intenso lavoro di motosega e troncarami per provare a catturare la sensazione di meraviglia, di pace, di poesia che ci regalano gli scorci di questo meraviglioso piccolo mondo…





A Tuchel proseguono infatti soprattutto i lavori di taglio.
Tra ieri e oggi abbiamo rifinito la potatura del Grande Fico Nero sulla Passeggiata e dei due noci subito dietro (qui a lato si può apprezzare la loro nuova silhouette in controluce), e affrontato quella dell’albicocco (Prunus armeniaca), del pesco (Prunus persica) e dei pruni poco oltre: 5 alberi in 4 metri, decisamente troppi – e infatti tutti sofferenti (oltretutto in quel tratto la Passeggiata è rivolta più a est e prende meno sole rispetto all’area delle Terrazze).


Privilegiamo l’albicocco, per le sue dimensioni; inoltre si trova quasi addossato al muro a monte, che lo protegge, incorniciando il cammino senza… ostruirlo. Il pesco, molto alto, gli è proprio davanti, gli toglie luce, non produce e incombe sulla stradina pedonale parallela alla passeggiata: lo abbiamo ridimensionato parecchio, mantenendo un solo punto di crescita promettente e puntando a trasformarlo in un alberello più contenuto, ordinato e (magari!) produttivo. Stesso discorso per i prugni, due dei quali erano drammaticamente affogati nella selva di rami assetati di luce.
