
A Tuchel si succedono arrivi e partenze di amici, parenti, animali di vario genere e, anche, di piante (in quest’ultimo caso, soprattutto arrivi!)… Aria estiva, bel tempo, voglia di visite, grigliate, dolce far niente e chiacchierate – ma il riordino della Cisterna procede ostinato, così come la raccolta puntigliosa dei frutti (semi-selvatici) che cominciano a farsi copiosi, molto copiosi.

Nel nostro piccolissimo e pur con un sistema di approvvigionamento acqua ancora e letteralmente funambolico, assistiamo anche all’evoluzione delle cosiddette piante da orto, in realtà parte integrante ed esteticamente apprezzabilissima di Tuchel: qui le essenze spontanee accolgono e circondano (e tentano di sopraffare?) quelle da fiore e da frutto introdotte da mani umane. Una coesistenza in equilibrio forse precario e reso possibile dalla nostra presenza, ma anche parecchio suggestivo e godibile.

Maggio ci ha lasciato con l’inizio di nuove fioriture (a papaveri e dimorfoteca si aggiungono le zucche, appunto, il melograno, i pomodori, l’elicriso, l’ornitogallo i cui numerosi cipolloni sono stati da poco riordinati…) e una gran voglia di quei magnifici frutti del Grande Ciliegio, sempre più grossi, lucidi e scuri – e sempre più buoni, succosi e dolci. Arrampicati come gatti sul suo onesto legno, abbiamo riempito un bel cesto di ciliegie – molte mangiate, di più ancora regalate ai vicini, le restanti per domani e per preparare un’immancabile confettura.
Così come da provare è una confettura coi gelsi bianchi dell’incredibile albero in fondo alla Passeggiata… ha milioni di more che cercheremo di raccogliere anche con l’ausilio della rete morbida rinvenuta oggi fra i resti della baracca, sul Pratone, e attualmente in “ammollo” per pulirla.
In copertina: un omaggio alla nostra Festa della Repubblica.










