Le emozioni sono quelle, dalle mille sfumature, delle giornate primaverili che – ogni giorno di più – portano e testimoniano il vigore e lo slancio della vita in miriadi di forme. Basta sedersi su un vecchio tronco, o su un sasso, ovunque – e osservare, lasciando che il cuore si riempia e un’aria nuova e fresca e piena entri nei polmoni.
Tempo di osservazione ma anche di lavoro alacre, di pulizia, di rinvasi per piante che non stanno letteralmente più nel vaso, di falò per le frasche e di semine; e dunque eccoci con i primi tentativi “orticoli”: cavolini di Bruxelles (Brassica oleracea bullata gemmifera) e zucche (Cucurbita maxima) e poco altro. E poi il ritorno, riferito proprio alle semine: dopo anni – non tantissimi, ma nemmeno pochi – tornano fuori i semi di piante carnivore gelosamente custoditi in barattolini che lei si è portata dietro in tutti i traslochi degli ultimi anni. Strana la sensazione di ritrovarsi quelle minuscole scaglie di vita e spargerle trepidando sul substrato di torba e sabbia, chiedendosi se ne uscirà qualcosa… Comunque vada, la possibilità è stata data, ed è bello già così.
Primissime semine carnivore il 28 marzo, dunque; un’altra di specie varie in ciotola unica ieri, il 31. Nel mezzo, come detto, tanti altri altri lavori, tanti altri fiori, tanti altri colori e tantissime altre emozioni.
In copertina: i primi fiori dell’azzeruolo.