
Ultimi giorni piuttosto freddi, qui a Tuchel, e anche un po’ di pioggia nello scorso fine settimana: un fine autunno-inizio inverno degno di questo nome, almeno per ora. Galvanizzati dall’arrivo degli ultimi alberelli e dal taglio di un’acacia pericolante, abbiamo combattuto il freddo dedicandoci alla lenta sistemazione della Radura, in fondo alla Passeggiata, che dovrebbe trasformarsi più o meno magicamente in un piccolo giardino giapponese, con aceri, magnolie, bambù e quant’altro ci ispira questa locuzione.

Giovedì scorso abbiamo fatto anche il primo fuoco della stagione, per smaltire un po’ delle frasche e ramaglie recenti e non; la cenere era calda ancora oggi! Ora bisogna semplicemente eliminare le erbacce (ailanti e rovi inclusi) e il pietrame rimasto, livellare il più possibile, mettere a dimora gli alberelli (di cui però dobbiamo ancora definire la collocazione) e collocare uno o due grossi tronchi di legno a fare da panchine – oltre ad altre piccole cose di contorno.


Sentiamo, almeno in parte, anche l’atmosfera natalizia: ieri ci siamo arrischiati a comprare una lanternina decorata, e per non farci mancare la buona azione in un altro vivaio abbiamo comprato due piantine mezze rinsecchite (oggetto di un grosso “sconto di fine stagione”, o forse più di fine vita?) per cercare di riportarle in piena salute: Anigozanthos flavidus (Kangaroo paw) e Jatropha podagrica completamente priva di foglie ma con qualche bocciolo. Vedremo – sono piante nuove per noi -, la prima forse sta semplicemente andando in dormienza.



In copertina: un altro tramonto dal Pratone, 15 dicembre











