Mimì, Cocò e… Amelia

Dopo l’esaltante realizzazione della Piazzetta sono iniziate le pulizie autunnali in giardino: nei giorni scorsi ci siamo dedicati al prato tra la Cisterna e la palificata, con potature (più o meno drastiche), qualche sofferta eliminazione e qualche nuovo impianto.

Estremità ovest del prato: a sinistra il Grande Fico potato
Estremità ovest del prato: a sinistra il Grande Fico durante la potatura
Una parte dei rami di fico eliminati giace sulla Terrazza Spagna
Una parte dei rami di fico eliminati giace sulla Terrazza Spagna

In particolare, nella zona sul limite ovest del prato, erano numerosi alberi di fico: i più a monte, tutti affastellati e sofferenti, li abbiamo tolti – insieme a un eucalipto assai piccolo e assai sfigato. Il grande fico nell’angolo sud, come detto, invece è rimasto, e siamo intervenuti con molti tagli cercando di rimodellarlo e rafforzarlo per farne uno sfondo ancora più maestoso e ordinato al prato. Tra l’altro, sotto la sua chioma troppo bassa si nascondeva un sentierino naturale che, passandogli accanto a valle, gira e porta subito a un’altra, meravigliosa piccola fascetta. Detta fascetta è (non sarebbe nemmeno da specificare) a sua volta da pulire e spianare perché ritrovi la sua conformazione e la sua utilità, ma anche così ha un fascino tutto suo, di angolino nascosto, romantico e naturale, col suo guardare nel bosco sotto e davanti ad essa.

I rami dei fichi pazientemente tagliati per fare legna; sullo sfondo il Bosco, a sud-ovest
I rami dei fichi pazientemente tagliati per fare legna; sullo sfondo il Bosco, a sud-ovest
L'angolo con le azalee sulla Cisterna, fine novembre
L’angolo con le azalee sulla Cisterna, fine novembre

Nelle settimane scorse ci siamo anche accorti che quelli che credevamo essere sorbi (Sorbus sp.) sono in realtà nespoli comuni, o meglio europei (Mespilus germanica). Così ora ci manca il sorbo!

Piazzetta, 27 novembre 2016; a destra, la palificata.
Piazzetta, 27 novembre 2016; a destra, la palificata. In primo piano sulla destra, uno dei due vasi di Prunus tomentosa da mettere a dimora
Verso ovest, 29 novembre
Verso ovest, 29 novembre

Ieri, domenica, dal nostro fido vivaista Diego e dopo aver ragionato su due specie segnalate a lui, abbiamo fatto anche un po’ di shopping: un Amelanchier (A. canadensis?) piuttosto sviluppato, alto un paio di metri, e due piccoli esemplari di ciliegio di Nanchino (Prunus tomentosa). Tutti già felicemente sistemati a un paio d’ore dall’acquisto, prima di continuare col taglio dei rametti di fico. Perché queste specie? Sono entrambe di portamento cespuglioso/a piccolo albero, resistenti al freddo e alla siccità, molto adattabili in fatto di terreno, e soprattutto tutte e due oltre ad avere un valore decorativo producono frutti eduli, a quanto pare anche gustosi…

Amelanchier sp. prima della messa a dimora
Amelanchier sp. prima della messa a dimora

Amelanchier (comunemente chiamato, per ragioni che ci sfuggono, pero corvino) ha una storia e un’origine molto interessanti: viene dall’America del Nord – anche se esistono specie europee – ed ha costituito una fonte sicura e abbondante di cibo sia per gli indigeni sia, più tardi, per i colonizzatori; pare che il frutto, un pomo piccolo di colore molto scuro e quasi violaceo, ricordi molto il mirtillo. Mescolato alla carne cotta e a chissà cos’altro costituisce (costituiva?) il pemmican, una sorta di pastone vitaminico-proteico ed evidentemente energetico consumato dai nativi americani e poi adottato in molti paesi occidentali. Disgressioni storiche a parte, il nostro bell’arbusto ha trovato posto, crediamo anzi IL posto ideale, nella Terrazza Bocage, appena dietro lo scalino che porta alla Terrazza Spagna; le gemme sono numerose e promettenti, e non vediamo l’ora di ammirare la sua assai decantata quanto effimera nuvola di fiori bianchi, prima ancora che inizi la primavera e che metta le foglie.

Sulla stessa terrazza, tra Mimmo e Rosa, si è serenamente insediato il bambù sacro (Nandina domestica), preso anch’esso da Diego. Eccolo, in tutto il suo fulgore di bacche:

Nandina domestica
Nandina domestica: un aspetto… natalizio!
Prunus tomentosa appena acquistato e prima dell'impianto
Prunus tomentosa appena acquistato e prima dell’impianto

Ai due estremi del pendio ai lati della Piazzetta (dopo lunga e attenta valutazione, come sempre) abbiamo invece sistemato Mimì e Cocò, i due ciliegi di Nanchino (Prunus tomentosa); le dimensioni attuali sono molto inferiori a quelle dell’Amelanchier ma abbiamo lasciato loro molto spazio, nell’auspicata eventualità che si allarghino parecchio in altezza e in larghezza. I frutti di questa rosacea ricordano le ciliegie (come gusto, anzi, forse sono più simili alle amarene; così ci è stato detto) ma sono praticamente privi di picciolo, quindi appaiono quasi attaccati al ramo, e sono più piccoli. Beh, aspetteremo e assaggeremo! E, come per Amelia l’Amelanchier e tante altre specie a Tuchel, anche la fioritura dovrebbe avere il suo fascino – i ciliegi, in generale, sotto questo aspetto davvero non deludono…