Una domenica uggiosa, arrivata dopo un bellissimo sabato di ottobre festeggiato degnamente con una grigliata all’aperto, ha offerto finalmente l’occasione per il sospirato rinvaso delle sarracenie nel bellissimo grande vasone di Laura. Vasone che farà il paio con l’altro “catino carnivoro” ormai assestato, che ospita a sua volta sarracenie (S. leucophylla in particolare), dionee e drosere in un tripudio di morbido sfagno. Il proposito di sistemare insieme le sarracenie rimaste in vasi “monospecifici” data da molti mesi e nasce sia dalla predilezione per le composizioni (e dalla parallela scarsa propensione a isolare specie e varietà per preservarne l’aspetto) sia dalla considerazione assai pratica che un unico grande vaso è molto più gestibile di diversi vasi piccoli, soprattutto quando c’è la necessità di fornire regolarmente molta acqua. Le piante carnivore, si sa, sono spesso piante di acquitrino e abbisognano di un terreno sempre umido se non fradicio: guai se rimane asciutto a lungo!
E così, al lavoro: prima ho raggruppato i vasi interessati (alcuni stavano letteralmente scoppiando per la quantità di rizomi e radici), ho lavato e controllato il “catino” di destinazione, preparato il substrato e ne ho messo un primo strato di fondo, su cui appoggiare le zolle che avrei via via estratto.

Il substrato: torba bionda irlandese, perlite e vermiculite, 13 ottobre 
Un po’ di pulizia prima di rinvasare le piante di sarracenia, 13 ottobre 
Una fase dell’operazione, 13 ottobre 
La prima pianta posizionata, 13 ottobre 
Ancora una Sarracenia flava ed è fatta, 13 ottobre 
Composizione completata… 13 ottobre 
Qualche drosera di compagnia e il tocco finale: morbido sfagno!
Una volta collocate tutte le piante di Sarracenia, ho rifinito la composizione con drosere (Drosera capensis ‘alba’, D. capensis, D. ‘Rock mountain’) e una piccola dionea (Dionaea muscipula ‘B51’). Infine, il tocco finale: sfagno, morbido, fresco e abbondante sfagno, direttamente dall’altro vasone carnivoro (dal quale stava decisamente straripando!): mantiene l’umidità, allontana i batteri, limita l’invasione delle erbacce… cosa volere di più?

Il giorno successivo al rinvaso sono iniziate le grandi piogge; tutta la settimana scorsa il tempo è rimasto coperto se non piovoso, tra domenica scorsa e lunedì c’è stata l’allerta, e l’acqua è arrivata abbondantissima. C’è stato anche parecchio vento un paio di giorni fa, e ho temuto per la stabilità del Catino carnivoro appena realizzato, ma per fortuna ad oggi gli effetti sono stati positivi (acqua e umidità altissima per facilitare l’attecchimento). Oltre alle piante, nel vaso ho lasciato cadere i semi di due fiori di sarracenia… chissà che tra qualche mese non me ne ritrovi qualche decina di piantule in più?!





