Fugace ricchezza

susine gialle e viola

Il maggio spaventosamente caldo e torrido di quest’anno è passato, e così anche un giugno un po’ ambivalente – ma prevalentemente bello. Ora – paradossalmente – le temperature sembrano essere scese ancora, almeno di sera. Gli alberi da frutto offrono la loro vitaminica ricchezza in silenzio; un’abbondanza che pare poter durare settimane o mesi, e che invece bisogna imparare a cogliere più o meno al volo: per ognuno di loro il periodo di raccolta è da pochi giorni a un paio di settimane (salvo i fichi, ma loro sono un caso a parte), e ogni volta mi colpisce quanto sia fugace ed effimera questa ricchezza.

luke albicocche
Luke e le albicocche per Bruno, 5 luglio

Il più eclatante, da questo punto di vista, è stato il piccolo amareno vicino al Voltino; sarà perché è giovane, ma i suoi piccoli frutti sono passati dall’acerbo al marcio sfatto nel giro di pochissimi giorni – quelli che bastavano per non poter approfittare di tanta generosità! Meglio è andata con l’albicocco lungo la passeggiata, che ha fatto piovere i suoi frutti per una settimana abbondante. Con mia sorpresa, già la settimana scorsa si potevano cogliere i primi fichi neri, enormi, languidi, apprezzatissimi dagli amatori.

piatto con frutta
Fichi neri, susine rosse e gialle e albicocche, 8 luglio

Tanto splendore non va perso in nessun caso, anche se dovesse cadere per terra: insetti, uccelli e miriadi di altri animali più o meno piccoli provvedono allo smaltimento e alla rimessa in circolo delle preziose sostanze, ma certo è più gratificante il pensiero che tanta frutta possa essere gustata direttamente o da amici, familiari, vicini. E così cerco di raccoglierne il più possibile, confidando fra le altre cose sulla passione del nostro vicino Bruno per le marmellate: non dice mai no a una bella cassetta appena raccolta!