Nuovi aceri e Ambra

Oggi impianto degli ultimi arrivi (da due vivai diversi) per il giardino giapponese: due aceri palmati non troppo grandi e, da Diego, un Liquidambar styraciflua apparentemente brutto e rinsecchito, ma alto già sui quattro metri – prontamente battezzato… Ambra. L’operazione sarebbe dovuta avvenire ieri, ma posticipata a causa della triste storia del capriolo parruccato, di cui parlerò.

giardino giappo
Il giardino giapponese alla mattina del 16 gennaio

Partiamo dal Liquidambar styraciflua, prelevato da un angolo non troppo fortunato nel vivaio di Diego e trasportato con mille attenzioni anche grazie alla disponibilità di un Porter; abbiamo letto che patisce i rinvasi, così dopo aver scavato una buca bella grande abbiamo utilizzato una bella percentuale di morbida torba di sfagno, oltre alla terra di Tuchel smossa. Ora si trova lungo la rampa che esce dal giardino giapponese, un po’ sotto al Ginkgo, a cui dovrebbe fare concorrenza in termini di bellezza delle foglie e spettacolo di colore autunnale.

liquidambar
L’aspetto spettrale di Liquidambar styraciflua in riposo invernale, 13 gennaio
Liquidambar styraciflua, 16 gennaio
Liquidambar styraciflua, 16 gennaio

I due aceri, collocati più sotto inframmezzati cogli altri, sono entrambi Acer palmatum, di varietà differenti (i nostri aceri sono tutti diversi uno dall’altro): ‘Jerre Schwarzt’ (a foglia rossa molto incisa e legno verde alla base e rossiccio in alto) e ‘Bi-hoo’ (a foglia verde col tronco di un bel colore giallo aranciato, che fa spiccare la pianta ora spoglia); anche per loro una buca bella comoda, tanta torba e acqua in quantità – questo gennaio è oltretutto molto, molto secco!