Anche dalla zia…

Qualche tempo fa zia Mara, con suo marito, ha deciso di traslocare e passare da un appartamento enorme con due grandi terrazze a uno più piccolo e con un lungo balcone. E quindi, uno potrebbe dire. Beh, e quindi non ha potuto (o voluto) portarsi tutto dietro, in particolare piante in vasi ingombranti, forni stufe e quant’altro – e non stento a capirlo.

aiuola
L’aiuola bon ton dall’ingresso, 26 ottobre verso sera

La cosa ci ha coinvolto, perché qualcosina abbiamo preso noi; per carità, niente stufa né forno in conglomerato da ennemila quintali, ma qualche anticaglia e alcune piante sì! In particolare: due begli alberelli di limone, portati pochi anni fa dalla Calabria, un vasotto di garofanini e un esemplare di “Palla di neve”, cioè Viburnum opulus, che peraltro era già nelle nostre mire. I due limoni erano in due di quegli enormi e bellissimi vasi di coccio che fanno tanto villa cinquecentesca; peccato che uno sia andato in pezzi…

Dopo un paio di giorni a radici scoperte, ieri abbiamo messo in terra il viburno, e già che c’eravamo abbiamo fatto qualche altro intervento, spostando di poco l’oleandro sulla Terrazza Bocage e mettendo a dimora anche il “fratello” nella zona che chiameremo Solarium, al posto della palma Angie che purtroppo non ha assolutamente preso. Il secondo oleandro ha tra l’altro alcuni boccioli, potrebbe regalarci una piccola fioritura prima del riposo.

Ultimamente sono diverse le piante messe a dimora in piena terra: anche la seconda rosa da sciroppo (all’inizio della Passeggiata), le due talee di camedrio (Teucrium fruticans) insieme al lentisco sulla Rampa dei sapori, lo zafferano e i bulbi di tulipani olandesi vicino agli iris… e altre ve ne saranno, a partire dai due limoni, da sistemare il prima possibile, almeno quello rimasto a radici scoperte.