Le altre di marzo

Quest’anno è forse il primo in cui aspetto e dimensioni delle piante sono tali da comunicare il loro essersi ambientate, il loro “aver preso” ed essere ormai parte del bioma di Tuchel, di un ecosistema ancora in evoluzione ma dove la nostra mano si manifesta leggera.

Tante sono le piante che ce l’hanno fatta, vivacemente avviate a prevalere anche sulle autoctone – pur con qualche occasionale aiuto.

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Maggio è il nuovo marzo

papavero
Papaverino quasi sbocciato, 14 maggio

Che tempi, che tempo! Non ho fatto in tempo a scrivere, entusiasta, del magnifico tempo simil-estivo di inizio mese – temperature vicine ai 30 °C e pure qualche temporale – che, da ieri, sembra di essere ripiombati in qualche cupa giornata di fine autunno, con pioggia insistente, tanto freddo, e una risvegliata voglia di cioccolata calda. Stamattina poco prima delle dieci, tanto per dire, si era  a 11 °C; intorno all’una il picco di 14 °C; circa mezzora fa, si sfioravano (nel senso che si era appena sotto) i 10 °C! Dieci gradi, a metà maggio… una volta ai bambini s’insegnavano filastrocche che parlavano di  marzo come il mese pazzerello – ma allora maggio cos’è, pazzo furioso? Oltretutto è ancora fresco (e “doloroso”) il ricordo della grandinata record del 5 maggio di due anni fa.

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