Tanti anni fa, c’era una piccola pianta grassa, con delle buffe foglioline tonde e un fusto nato vecchio, che sembrava molto piu’ secco e vecchio di quanto fosse. Questa piantina, non si sa come, finì nelle mani di lei, che se ne prese cura un po’ alla buona, ovvero con buona volontà e scarse conoscenze. Per fortuna era una di quelle piante difficile da far arrendere.
Il tempo portò numerose vicissitudini: cambi di vita, viaggi, traslochi; la piantina finì, con altre compagne, in un minuscolo ma grazioso giardino condominiale, dove lei continuò a prendersene cura fino a che non dovette cedere il testimone a un’altra. Qui la storia di fa oscura, non si sa bene quali furono le intenzioni di questa altra. Sta di fatto che la piccola pianta dalle foglie tonde restò in un angolo, semi dimenticata, dove riuscì a malapena a sopravvivere: alla ricerca di luce i rami si allungavano, deboli e radi, mentre le radici si mangiavano la poca terra di un vaso sempre più stretto, cercando in esso le più piccole gocce d’acqua.
Questa triste situazione durò diverso tempo, ma arrivò il giorno in cui la nostra eroina poté finalmente essere salvata da quel giardinetto ormai tristo e da un’agonia lenta e certa, e iniziare una seconda vita. Venne accolta dapprima dalla madre di lei, che le prestò le prime essenziali cure. Il suo terrazzo però era piccolo, e fu così che dopo ancora qualche mese di convalescenza, in un giorno di per sé lieto e complice la disponibilità di una macchina – perché bisogna dire che la piccola pianta dell’inizio era comunque divenuta una sorta di cespuglio, sottile e pericolante nel suo vaso ormai ridicolo, ma alto e ingombrante – approdò infine a Tuchel.
E lì, si direbbe, ha trovato la sua vera casa. Speriamo che trovi anche la sua vera forma!


In copertina: la chioma di Mimmo, una delle due mimose francesi





