Nuovo arrivo!

Abbiamo temporeggiato non poco, complici il caldo e la pesantezza (è il caso di dirlo) di questo lavoro, ancorché semplice. Tra ieri e oggi però, sentendoci adeguatamente in forma, siamo riusciti a procedere con la messa a dimora della quarta – e ultima, pant! – iucca, gentilmente fornita dalla nostra vicina Angela. Ieri mattina ci siamo limitati ad andarla a prendere, carrello da facchino alla mano, e a portarla su per quei perfidi 25 metri di stradina. Eccola ritratta stamattina, con tutto il suo innocente splendore, ammirata anche dalla dolce luna che spunta nell’angolino in alto a sinistra.

Yucca in attesa di messa a dimora
Yucca in attesa di messa a dimora

Oggi invece lavoro “di fino” con pala e zappa, per creare il buco (ma chiamiamolo pure voragine, rende più l’idea!) dove trasferirla: in cima alla rampetta di ingresso, in una sorta di piazzola sulla sinistra, dominante sulla stradina sottostante, a poca distanza dal simpatico palo del telefono posizionato circa un mese fa e subito prima della fascetta Mediterranea. Tino il vicino ci ha fatto compagnia ed ha pure fatto un salto da noi (ma a buco finito!) per darci una mano. Semplici e banali i passaggi:

  • scavo del buco/voragine, lasciando un po’ di terra smossa sul fondo
  • tentativo di estrarre delicatamente la pianta dal vaso, rovesciandolo (nullo)
  • nuovo tentativo di estrazione, dando pedate al suddetto vaso (nullo)
  • altro tentativo di estrazione, tirando la iucca da una parte e il vaso dall’altra (nullo)
  • discussione dell’ipotesi di velocizzare l’operazione rompendo il vaso, provvisoriamente scartata
  • perfezionamento della tecnica di estrazione dal vaso e nuovo tentativo, con salto a piedi uniti sul vaso e sega da potatura infilata fra terra e pareti del vaso (nullo)
  • ultimo tentativo, dai, proviamo a dare le pedate sulla parte appena sotto il bordo, che sembra più compatta (nullo)
  • ultimissimo, davvero, prov… ok, esce!
  • qualche colpo di zappa alle radici, su suggerimento di Tino, per “aprirle” e farle un po’ respirare (in sostanza scompattando un poco il malloppo)
  • posizionamento della massa vegetale nel buco/voragine. Accorgersi che uhm, è troppo in basso rispetto al terreno
  • tirar fuori tutto, aggiungere uno strato di terra, rimettere la iucca, girarla fino alla posizione voluta
  • riempimento dei vuoti con la terra, sistemandola man mano con la pala
  • esultanza interiore al completamento dell’operazione

Questo non è il periodo ideale per mettere a dimora le piante, ma abbiamo avuto modo di notare che la iucca è assai resistente e poco esigente, sembra che riesca a trovare dentro di sé l’acqua e le energie che le servono; in ogni caso finora non abbiamo riscontrato alcun problema di ambientamento. Raccogliamo un rametto che si era spezzato durante il trasporto, proveremo a fare una talea. Ma la regaleremo: per quanto riguarda le iucche Tuchel adesso è a posto!