Semine: successi e insuccessi

mantide nana
Una piccola ospite: Ameles spallanzania (mantide nana)

Raccogliere, comprare o farsi regalare semi di tutti i generi per provare a generare nuove piante, piantine e alberi è probabilmente una delle cose più divertenti e gratificanti per chi si diletta in giardino. Tutto il processo riassume e rispecchia un po’ quella che è la vita negli ecosistemi naturali, in cui tra l’altro anche la casualità ha la sua parte – non piccola – nel determinare quali individui hanno la possibilità di nascere, crescere e vivere (o sopravvivere), anche a prescindere dalle loro “doti” genetiche e morfologiche. Processo non esattamente matematico e prevedibile: accade che lì dove ci si aspetta un rigoglio inarrestabile non si sviluppi nulla, o che in posti che mai parrebbero ospitali per una qualsiasi forma di vita vi sia un fremere di nuovi getti, slanci di fresche esistenze.

aristolochia
Plantule di Aristolochia fimbriata da seme, 11 agosto: un caso di successo (al momento)

Il tutto per dire: proviamo e riproviamo, mai sazi, mai sicuri, mai paghi di quello che è, assetati sempre di ciò che potrebbe essere. Domandandoci poi, di volta in volta, cosa abbiamo sbagliato dove non è nato nulla, o per quale fortunato meccanismo spunta invece qualcosa laddove avevamo ormai perso le speranze. Forse il succo della faccenda sta qui: le speranze non vanno perse, comunque sia!

Tralasciando le derive “filosofiche” dell’argomento, torniamo alle esperienze reali che ne sono manifestazione, nella loro semplicità e banalità. Semine, dunque.

Pochi mesi fa, per esempio, erano saltati fuori dei vecchissimi semi di piante carnivore; ebbene da loro nessuna sorpresa, ovvero zero nascite, e i vasi usati sono rimasti spogli e nudi in maniera deprimente. Il capitolo insettivore però non si è chiuso, grazie alla visita di giugno al meeting nazionale, che ha fruttato diverse bustine di semi. Era già molto tardi per usarle e la calura di quest’estate forse non ha giovato del tutto, ma qualcosa è spuntato… in particolare il cornino verde ed esile di un unico Drosophyllum lusitanicum (drosofillo), capace di allungarsi di più millimetri da un giorno all’altro. Altra specie, germinata invece in quantità, una Drosera sudafricana a rosetta.

drosofillo
Drosofillo da seme, 25 agosto

Sempre al meeting, i generosi Gabriele e Maurizio portarono anche semi di piante non carnivore, in particolare vari peperoncini e Aristolochia fimbriata; ecco, quest’ultima si è rivelata molto resistente al rinvaso oltre che di facile germinazione, e alcune piantine hanno resistito anche a un brutale rovesciamento del vaso a opera di qualche non precisato animale selvatico. Il fusto è sottilissimo, ma già duro e rigido, e rinvasando alcune piantine si nota già una piccola carota alla base. Molto promettente!

aristolochia tubero
Una piantina di Aristolochia fimbriata durante il rinvaso, 28 agosto; si nota il piccolo tubero alla base, simile a una carota

Altrettanto inaspettatamente resistenti sono state le piantine di Datura, seminate in un unico vaso e rinvasate singolarmente lo stesso giorno delle prime aristolochie. I loro vasi sono stati rovesciati e le piantine tirate via e quasi schiacciate, ma (a parte una) si sono tutte riprese dopo l’amorevole secondo rinvaso di emergenza. La speranza va nutrita con la pazienza e la dedizione…

rinvasi datura
Primi rinvasi di Datura (in primo piano) e Aristolochia fimbriata, 11 agosto. Si intravvede anche un ramo di stevia per talea.

Molto copiosi anche i peperoncini, che verdeggiano accanto al profumatissimo basilico greco (già sperimentato in cucina: ottimo!) anch’esso da seme; speriamo che facciano in tempo a fiorire e quindi a fare i frutti: dai nomi che ha dato loro Maurizio (“habanero giallo”, “cuoricino”…) sembrano davvero interessanti… alcuni hanno avuto ieri, il 28, l’onore di un vaso tutto per loro, come incentivo a produrre. Funzionerà? Beh, come detto, le speranze non vanno perse (almeno fino a che hanno ragione d’essere)!

Ultimora: anche “l’uovo” di avocado (Persea americana), come lo chiamiamo noi per la forma e le dimensioni, è germinato! Eccolo qui, con la piantina indiscutibilmente lanciata alla vita, dove nel materiale compresso si leggono già distintamente le foglie!

avocado piantina
L’avocado germinato dopo un mesetto, 1 settembre