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Salvate il pinetto Ryan

Questa è la storia di un altro piccolo grande salvataggio, o meglio dell’arrivo a Tuchel di una pianta con una storia; una lunga, lunghissima storia. Il protagonista è quello che è stato sempre chiamato “il pinetto” – e che da qualche anno è diventato invece “il pinone”: una tuia (Thuja sp.) seminata la bellezza di venticinque (venticinque!) anni fa, forse improvvidamente, da Maurizio.
La graziosa piantina negli anni è cresciuta e cresciuta; prima in vasetti, quindi in vasi via via più grandi su di un balcone, poi in un vaso enorme nel giardino (minuscolo) di Laura, diventando una piantona di duemetriemezzo – e iniziando a patire, tanto, per la scarsità di spazio, luce e nutrienti. Questa pianta ha visto nascere le figlie di L. e M., che – tanto per rendere l’idea – ora sono due universitarie. Poteva essere ignorato il suo silenzioso lamento, la sua sofferenza, dopo che ha accompagnato una così larga fetta di quattro vite? No, non poteva – ovvio – e così… Leggi tutto “Salvate il pinetto Ryan”
Il giardino di Laura
È dura farlo, ma ogni tanto bisogna pur uscire nel mondo, magari “scendere a valle”, andare a trovare qualcuno, insomma avere una vita sociale… e così eccola, giovedì scorso, inforcare il motorino e andare verso il centro (centro? Centro di cosa? Per chi?) con un paio di visite in programma; del resto la giornata è soleggiata ma non torrida e si presta proprio bene.
“Un pensierino per ieri”
Sto andando a Giardino Tuchel. Un battito di ciglia tra le colline di Genova. La strada per raggiungerlo è un lungo segno di matita sulla riva del mare, che poi gira per decidere di salire.
Il cambio di colori e di suoni si avverte piano, quando il blu cambia nel verde delle foglie e i rumori del traffico si fanno radi. Finché la strada finisce. Non ci puoi arrivare in auto. Questa è la condizione, devi lasciare ogni mezzo e avvicinarti piano, passo dopo passo, in salita, ancora. Una salita di gradini, in cima alla quale ti aspetta lo spruzzo azzurro del Plumbago, e ti rinfresca, come una piccola pozza d’acqua nel silenzio ronzante dell’estate.
Grazie Laura!
In copertina: bocciolo di Amaryllis belladonna (?)