In corso, come previsto, l’esplosione delle rose del gazebo, ci troviamo a fare i conti con un improvviso calo delle temperature e con una pioggia a tratti battente (per quanto mi riguarda molto, molto benvenuta). Ma passata anche questa perturbazione, nuove esplosioni di colori ci attendono, di sicuro!

Il gazebo, un po’ rovinato dalla pioggia, 11 maggio 
Due delle tre varietà di rosa del gazebo 
La rosa Cornelia del gazebo 
Salvia greggii, 2 maggio 
Una campanula selvatica, 2 maggio 
Un altro fiore della stessa pianta 
Un magnifico cespuglio di ginestra (Spartium junceum) 
Una delle roselline selvatiche si staglia contro un eucalipto, 2 maggio 
Particolare dei fiori di rosa selvatica (Rosa canina?), 2 maggio 
Iris x barbata con piccolo ospite agguerrito, 2 maggio 
Dettaglio dello stesso fiore 
Strelizia reginae; dietro Lychnis coronarica e altri fiori, 2 maggio
Prima di tanta contemplazione, non è certo mancato il lavoro duro; in particolare sabato scorso, giorno dell’inaugurazione (evviva) del macinone, il disco dentato antirovo del decespugliatore. Utilizzato intensamente e, devo dire, con ottima resa. Con un po’ di attenzione ad alberi e pietre – il macinone va utilizzato dall’alto verso il basso restando sempre a una certa distanza dal terreno – l’effetto è rapidamente distruttivo.
In parallelo, grande uso della motosega, per eliminare anche un po’ di ailanti dalla zona finora impenetrabile tra i cipressi e il confine orientale, area la cui inaccessibilità è aggravata dall’estrema pendenza. Ora la selva è un po’ meno selva e la terra incognita si è ridotta di estensione (speriamo anche che sia meno efficiente come nascondiglio per i cinghiali, che sono riapparsi da una qualche falla della recinzione!), rivelando qualche piccolo segreto: altre rose selvatiche, un fusto blu per l’acqua, ulteriori reti e fili di ferro abbandonati, e grandi tronchi che sembrerebbero di acacia caduti chissà quando… Ad maiora!

Prima: vista verso monti, si intravede una rosa canina sulla sinistra 
La selva dalla strada, verso il confine a monte 
Vista verso il Giardino Giapponese, con le acacie sulla sinistra 
La strada verso il pratone durante il lavoro di taglio 
Avanzamento lavori: i tronchi tagliati di ailanto e la ginestra che occhieggia in alto 
Una pausa… I rovi sono davvero alti 
L’area “macinata” vista dall’alto e verso ponente, 10 maggio 
L’area ripulita da rovi e ailanto dal basso verso monte, 9 maggio
In copertina: il piccolo ragno in agguato su fiore di iris


