Un aprile così caldo

aquilegia fiori

Puntualmente, dopo aver rilevato la freddezza dei primi giorni di aprile, è arrivata un’ondata di caldo torrido che si è calmata solo oggi. Ok per qualche lavoretto al mattino, quando anche Loretta apprezza maggiormente passegiatina e giochi con Thor, ma all’ora di pranzo ci si trovava esanimi ad agognare l’ombra. E così gli ultimi due giorni ho saggiamente optato per lo spuntino a casa, per tornare in giardino a metà pomeriggio.

Il che è ottimo, per poter fare anche un po’ di lavoro al computer e cercare di recuperare qualche arretrato – l’assurdo di questa situazione di “sospensione” della solita vita è che si dovrebbe avere un mucchio di tempo in più di prima per fare le cose (e magari per annoiarsi), ma anche la motivazione per farlo tende a svanire. In ogni caso, per me il problema della noia,del non saper cosa fare e del cercare disperatamente una serie TV da guardare o robe del genere non si pone minimamente. So benissimo cosa poter fare, ma non ho comunque il tempo per farlo!

E così annaspo, tra qualche rara uscita, una lotta impari coi rovi e una più tranquilla seduta di giardinaggio da balcone. Ieri per esempio ho messo a dimora dodici piantini di pomodoro (varietà Tondo di Orto mio) gentilmente procurati da Tino, e ho comprato da Diego un Loropetalum chinense (‘Fire dance’) per la zona giapponese. Oggi, passi avanti per il nuovo Sentiero degli Eucalipti, rinvaso di rose (talee di Tino e di Laura), e l’incontro imprevisto con una creatura delicata e dal colore quasi irreale.

Hyla meridionalis, 10 aprile

Provo a documentare i sette aceri del giardino giapponese

Impossibile non cercare di catturare, con la macchina fotografica, i magnifici colori di questo inizio di primavera così particolare, e insieme così ovvio, dal punto di vista della natura.

In copertina: Aquilegia sp.