Oggi e soprattutto ieri sono state giornate meteorologicamente e climaticamente davvero piacevoli e ben diverse dalla settimana scorsa: temperature tiepide al mattino – con abbondanza di rugiada -, e intorno ai 15°C nel pomeriggio, ma stando al sole la percezione avrebbe detto molto di più. Ce lo godiamo, consapevoli che da giovedì è prevista una nuova ondata di freddo (più sull’adriatico, però).
Ci siamo dati parecchio da fare, soprattutto nella “zona piscinetta”, o forse meglio chiamarla Solarium, che abbiamo ripulito a fondo togliendo ramaglie, canne, legna accatastata, radici e spazzatura varia e livellato (rigorosamente a mano, con grande insorgere di calli!) con zappe e rastrello. Tra il secondo cancelletto e la Terrazza Spagna ora c’è un dolce pendio (nella foto è visto dal basso, guardando su verso i castagni, sotto ai quali occhieggia un piccolo susino alle spalle del ciliegio ancora dormiente; in primo piano la palma estratta un paio di mesi fa dalla serra di Angela, probabilmente Washingtonia robusta), e al colmo di questo una confortevole pianetta per il camminamento tra recinzione e terrazze e magari per ombrellone, sdraio e quant’altro potrà rivelarsi utile la prossima estate.
A un’estremità del muretto sul quale si appoggia il pendio abbiamo già iniziato a sistemare qualche abitante vegetale: qualche zolla di erba verde salvata dalla furia livellatrice, le due Abelia grandiflora ‘Confetti’ che stavano deperendo nella Terrazza Bocage, sette bulbi di gladioli comprati sabato scorso e semi di dalia mignon e di bocca di leone, che si uniscono alla Strelitzia reginae (di cui attendiamo di appurare se riuscirà a reagire al terribile gelicidio della settimana scorsa) e a un piccolo cespo di Iris (germanica?) portato mesi e mesi fa da Laura.
Giro di controllo consueto anche per osservare la crescita delle fave (Vicia faba): che bella la fioritura!


Prima di completare il lavoro al Solarium, però, ci siamo concessi il lusso di abbattere un altro antipatico ailanto in fondo al sentiero che dalla Steppa arriva al giardino giapponese, stando ben attenti che non trascinasse nella sua infausta sorte il Ginkgo biloba poco distante – anch’esso ancora in profondo letargo, a quanto pare. Abbiamo anche fatto una rapida visita a Tino e Maria Teresa, per aggiustare il cordino di avviamento della loro motocarriola, e ne abbiamo ricavato anche niente meno che un paio di bellissime sedie impagliate d’epoca, probabilmente molto vecchie, se è vero che appartenevano alla nonna di nonno Tino!
Altro piccolo lusso, un breve giro fotografico per catturare i gioielli di questa magica stagione…

Infine una nota acquisti: sono entrati a Tuchel un kumquat, un pittosforino variegato e un vasetto di tulipani botanici a fiore giallo (Diego ci ha regalato anche un pezzo di un’Euphorbia colonnare piuttosto grosso). Ora che ho finalmente spostato il gelsomino dalla Cisterna e cominciato a invasare le talee di lillà di Tino, ci sarà da sistemare pure loro! E procedere con le tante semine, le divisioni delle piante carnivore, i rinvasi…
In copertina: dettaglio di un fiore di camelia (Camellia japonica)











