… sei una frana!

Funghi su un tronco di ailanto tagliato
Funghi su un tronco di ailanto tagliato

Previsioni più o meno rispettate, e giornata di pioggia intensa e pressoché continua (dopo quella molto leggera e intermittente di ieri): per una volta ci siamo lasciati convincere a starcene buoni a casa, con buona pace della cagnolina (che ha peraltro mostrato molta perplessità al momento di dover andare a fare pipì uscendo sotto a torrenti d’acqua).

L'area solarium in lavorazione, 8 marzo
L’area solarium in lavorazione, 8 marzo
Qualche avanzamento, 10 marzo
Qualche avanzamento, 10 marzo

Temperature del resto non preoccupanti – circa 10 °C al mattino, 7 °C verso le 18 – e vento quasi nullo; prendiamo queste precipitazioni come un regalo e un’ulteriore, definitiva spinta per le numerose piante che si apprestano ormai ad “aprire le danze”. Ancora pochi i boccioli su pruni e albicocchi, nessuno su amareni e ciliegi, mentre Tiziano il mirabolante mirabolano, incurante della falciata di gelo della settimana scorsa, è ormai lanciato nel suo spettacolo di rosa tenuissimo, così come il trasandato pesco sulla Passeggiata. Riuscirà quest’ultimo a produrre il suo primo frutto intero in due anni? Tra pochi mesi avremo la risposta…

magnolia stellata
Bocciolo di Magnolia stellata, 11 marzo
cipresso
Uno dei cipressi argentati… leggermente storto, 11 marzo

Tutto bene, dunque, a parte un cedimento al muro a secco a monte del Pratone, in una parte che già mostrava segni di instabilità. Positivo anche il cedimento, comunque, così la parte instabile si è assestata – e terra e pietre cadute ci possono venire molto bene giù in basso, dove stiamo preparando una sorta di zona solarium addolcendo il pendio oltre la palificata, chiuso a  ovest dalla recinzione. Al di là di questa stessa recinzione abbiamo osservato diverse volte i caprioli nella loro ricerca di erbe, e una volta – in pieno giorno – uno sfuggente cinghiale che ha reagito all’entusiasmo conoscitivo di Loretta dileguandosi in un attimo nel sottobosco di canne ed erba.

Facendo i consueti giri di ricognizione non posso non notare quanto ci sia ancora da fare; ad esempio, tutta la zona nord-nord est, oltre il Pratone e sopra (molto sopra) la Radura ora giardino giapponese, continua a essere una sorta di brughiera confusa di ailanti, rovi, sterpaglie, una vera terra di nessuno dove per ora c’è giusto un sentierino tracciato, ai piedi di un ultimo muro a secco la cui sommità resta sostanzialmente inviolata e inviolabile, ancora più terra di nessuno, ancora più selvaggia e impenetrabile, ancora più misteriosa. Ma la settimana prossima arriverà il decespugliatore…

In copertina: Sophora prostrata affronta il gelicidio, 2 marzo