L’altro ieri, dopo averci un po’ rimuginato, lui esce con la proposta shock: scambiare di posto Tiziano (il mirabolano) e Peppe (pepe rosa) o, forse, Tiziano e Amelia (amelanchier). Proposta azzardata, soprattutto nel caso del pepe rosa ormai a dimora da qualche mese, ma non priva di senso e potenzialità estetiche e non – e dunque approvata e realizzata.
Il pruno rosso era al suo posto da poco e aveva un pane di terra ridotto: non è stato difficile tirarlo fuori e spostarlo. Lo stesso non si può dire per l’amelanchier, con la sua zolla di 60 cm di diametro e numerosi chili di peso, ma con calma abbiamo estratto anche lei dalla precedente posizione e l’abbiamo sistemata nell’aiuola BonTon, dove potrà dispiegare tutta la sua magnificenza.


Lo stesso giorno abbiamo messo in piena terra la metà delle pervinche (l’altra metà il giorno dopo): Vinca major (quattro esemplari in tutto) e Vinca minor (due esemplari); oggi lei si è dilettata invece con la semina dei semi di ciliegio presi l’anno scorso – chissà se ne uscirà mai qualcosa! -, un po’ di diserbamento e, dopo i consueti giri di controllo e innaffiatura, “raspamento” nei territori della scaletta da tempo seminascosta che, partendo lungo la Passeggiata, si inerpica al livello della Steppa, dietro i cipressi e in mezzo ai pestiferi ailanti, ai rovi e alle altre “piantacce” di quella zona ancora molto, molto selvatica. In ultimo, prima di un corroborante caffè da Tino&Maria Teresa, un po’ di peperoncino tritato da spargere in giro, deterrente forse temporaneo ma tendenzialmente efficace contro quell’altro raspamento, più frustrante, ad opera dei simpatici amici cinghiali (affezionati ancorché elusivi visitatori notturni: loro non si fanno vedere, ma le loro tracce si vedono eccome, ahimé!).
In copertina: un ricordo dal battesimo della piccola Mia, 19 marzo






