Breve soggiorno nella casa di campagna di Alex e Antonio, nella bassa (anzi, bassissima) piemontese, dove aspettavano da qualche giorno anche Laura e Daisy. Il posto è incantevole, tranquillo e appartato – fors’anche un filo troppo, dal momento che se andate in giro per paesi in questa stagione bisogna essere pronti al fatto che, se vi venisse fame, si rischia di non trovare un negozio, locale o bar aperto per chilometri e chilometri; se poi siete a piedi, la prova di sopravvivenza è servita!
Ma questa è un’altra storia, quella che riassumo qui riguarda invece una piccola casa con un piccolo orto-giardino in cui ritrovare ritmi antichi, circondati solo dal verde delle colline, da poche case sparse e da una quiete punteggiata dei soli suoni della natura.

Nonostante la serrata dovuta al coronavirus tra marzo e giugno e, ancora prima, il disastroso crollo di un tratto di muro di confine, la vita nel minuto appezzamento ha tenuto – salvo la perdita di alcune piante in vaso – e, col ritorno delle amorose cure, le piante hanno presto ritrovato o raggiunto benessere e bellezza.

Capsula di peonia 
Cicoria selvatica (anche) in giardino 
Dalia sp. 
Dipladenia sp. 
Ancora Nosy in uno scorcio del giaridno 
Impatiens Nuova Guinea 
Fogliami di vario colore nell’orto 
Il grande pero (Pyrus sp.) con abbondante fruttificazione 
Particolare di una pera 
Scorcio con il maestoso albero di pero 
Una profumatissima rosa rosso-arancio 
Rosa paesaggistica a fiori bianco-rosa 
Altra rosa, a cespuglio con fiori rossi 
Particolare di una rosa 
Santolina (Santolina chamaecyparissus) 
Scorcio con vialetto e rose 
Scorcio con iris, rose e peri 
La luce del mattino
La mattina del secondo giorno bel giro con Daisy, lungo una strada per me nuova. Ne abbiamo percorso un tratto non tanto lungo, ma quanto basta per trovare un bellissimo prato… da corsa!

Lo stesso giorno il ritorno a casa, con una lunga odissea iniziata sotto la minaccia di un temporale estivo, proseguita con una passeggiata chilometrica confortata dalla degustazione di more e del paesaggio, e culminata con il tratto a fondovalle sotto un sole cocente, a picco, nella completa assenza di comodità umane quali, come accennato sopra, osterie, panifici o bettole. Niente di niente, ma dal momento che Daisy si è potuta rifocillare con acqua e crocchette a disposizione, abbiamo stretto i denti e preso la situazione con filosofia… e un certo spirito d’avventura!
Bellissimo comunque l’itinerario percorso, dalle colline ricche di rovi, prati e piccoli boschi alla strada provinciale, sinuosa e solitaria nel fondovalle dorato.

Pronta a partire! 
Micro gregge di pecore all’uscita del paese 
Cicoria e altre erbe a bordo strada 
Una menta spontanea (mentuccia?) a bordo strada 
Fiori di tanaceto 
Uno scorcio lungo la discesa 
I colori di un prato di campagna, 17 agosto 
Una bellissima centaurea spontanea 
Un prato con balle di fieno 
Ancora… balle 
Galla su ghianda affetta da cinipide (probabilmente Cynips quercus-tozae) 
Una giovane roverella (Quercus pubescens) con ghiande deformate da cinipidi 
La magione abbandonata 
L’ultimo miglio 
Grande idea: pomodorini ed erbe aromatiche alla fermata, mini ristoro prima del treno
Mi porto dietro 15 semi della bellissima Dipladenia sp. a fiori gialli di Alex, prontamente immersi in acqua e seminati il giorno dopo in substrato soffice con aggiunta di torba, in ennesimi contenitori delle uova… ora spero in una lieta germinazione di tarda estate!
Tornando un pochino indietro nel tempo, a Tuchel sono rifioriti gli amarilli naturalizzati nei pressi del nespolo, nell’angolo più fresco, ombroso e libero dai rovi del terreno. E non ci sono solo loro…
In copertina: le rose di Alexandra, 16 agosto





