Aspettando di volare?

Ascolto ossessivamente questo bellissimo pezzo di Roger Taylor, e mi faccio in effetti mille domande. Me le facevo anche prima, me le farò sempre, aspettando forse di volare. O lo sto già facendo?

Ci sono vite, eventi, episodi – anche semplici voci che esercitano su ognuno di noi una fascinazione enorme. Toccano corde profondissime, provocando uno scuotimento più o meno consapevole e lasciando un desiderio indefinito di un qualcosa di altrettanto indefinito, ma che sentiamo essere sicuramente più grande e più bello e più vero. Insieme con l’ammirazione infinita per chi ha trovato la sua rotta e le sue parole e si è goduto – anche soffrendo – ogni attimo del suo viaggio – cosa per la quale, lo capisco ora, ci vuole un certo disinteresse per ciò che ci viene chiesto di fare, di essere, e quel tanto di cattiveria per dimostrarlo.

Viole spontanee

E comunque, vogliamo dirlo? Roger Taylor ha scritto un mucchio di bellissime canzoni che in pochi si filano. Forse troppo lontane dallo stereotipo della rockstar che vive in un mondo in fondo avulso dalla realtà?