
Sabato sera, grigliata. Poche persone, madre e zii di lui da una parte e sorella di lei dall’altra, ma molto ben intenzionate a godersi una lunga, calda, piacevolissima serata di inizio luglio dopo una giornata di intenso lavoro.
Sì, perché – impegni quotidiani a parte – anche la preparazione di una cena all’aperto richiede i suoi tempi, tanto più che dovevamo partire dalla base: rendere decentemente agibile l’area della Cisterna, sgombrandola dall’inutile, attrezzandola con qualche arredo e creando un po’ di ombra per potervi stare più di qualche minuto senza cuocere.
Ma prima…
Senza esagerare, causa afa estrema, ci siamo dati da fare con diversi lavoretti programmati da tempo. Per esempio, il giorno prima avevamo portato giù dal Pratone un armadio di ferro – ivi lasciatovi da chissà quanti anni – in buone condizioni nonostante l’esposizione a sole, vento e acqua. Mancava solo la chiave, così abbiamo comprato e montato nel giro di un soffio un nottolino nuovo: finalmente un posto dove riparare attrezzi e ammennicoli vari!


Dal Pratone abbiamo recuperato anche un appendiabiti molto… vissuto, secondo noi bellissimo nel suo essere così scrostato. E soprattutto utile!



Armadio e appendiabiti fanno parte di un ampio corredo di oggetti lasciati o persi a Tuchel dai precedenti frequentatori.


Un po’ in anticipo sul previsto, inoltre, abbiamo potuto raccogliere qualche tenero fico nero.


Allestire la terrazza con teli e lanterne, sistemare sedie e panchina, apparecchiare… e goderci la serata!
Come da titolo, abbiamo avuto l’opportunità di vedere la cinghialotta già avvistata qualche giorno fa e i suoi cuccioli, a non più di dieci metri da noi. Una visita rapida e guardinga, la loro, ma molto apprezzata!
Insomma, un buon rapporto di sereno vicinato, fino ad ora; accompagnata da quest’emozione la serata può scorrere e allungarsi serenamente nella notte scura, sempre più scura… pareva proprio che nessuno se ne volesse andare a dormire. Tuchel ha colpito ancora!
Si è fatta notte talmente fonda che, cascando dal sonno, abbiamo lasciato candele e affini così come erano; il giorno dopo era leggermente caldo, e senza che le avessimo accese le abbiamo trovate così:






