… che non c’è (quasi) più – come le nostre schiene, del resto!
Cominciamo dalla fine, però, col bambù che un altro generoso vicino un po’ in età ci ha regalato (su richiesta): qualche piccolo getto con radici e zolla, che abbiamo sistemato in un angolo al sommo del Poggetto, oltre la Terrazza Spagna. Se tutto va bene, ci farà da cortina protettiva verso l’antipatica vista di una galleria, e da degno fondale per un’area d’ispirazione “giappo” che abbiamo in mente di realizzare…

Abbiamo sistemato le zollette di bambù come ultimo lavoretto “leggero” della giornata, dopo quattro/cinque viaggi massacranti per liberare la stradina comunale che delimita Tuchel a sud dall’enorme massa di foglie, terra, pietre e detriti vari venuta fuori dall’altrettanto massacrante opera di pulizia che, complice Tino e il suo amore per l’ordine, la pulizia e il decoro degli spazi comuni (mettiamola così…), ci ha tenuti impegnati in questi ultimi tre giorni.
Il muro a secco del confine, infestato in buona parte dall’edera, si rivela ora al mondo in tutta la sua preoccupante… pietrosità e instabilità. Certo a guardarlo incute un po’ timore, e appare ancora più alto di prima; ora ci vorrebbe una bella pioggia per lavare i rimasugli di terra rimasti incastrati nelle fessure, sperando che ci porti via anche un po’ di quella depositata alla base del muro e facilmente colonizzata dalla parietaria (P. officinalis)!






