Queste sono davvero immagini tristi, che avremmo di gran lunga preferito non poter realizzare – ovvero, avremmo preferito che il protagonista restasse fuori portata: avrebbe significato che era vivo.

Lo avevamo intravisto qualche volta, lui (o lei?) o un suo simile, ma da lontano; elusivo, più che altro si faceva sentire di quando in quando, infrascato su qualche quercia, ma era bello sapere che bazzicava i dintorni.

Fino a qualche giorno fa, quando lui ritrova il corpo sotto al Grande Fico. È ancora morbido, gli occhi ancora umidi. Troppo grosso, troppo attento (?) perché possa essere stato preda di un gatto. Un attacco dal cielo? Non di rado vediamo anche, alto sopra le nostre teste e minaccioso nel suo velocissimo pattugliare il cielo, un grande rapace. Lo chiamiamo la poiana, ma non siamo mica sicuri che lo sia.

Consapevoli di avere informazioni troppo scarse per fare i detective, ci siamo limitati ad ammirare da vicino gli splendidi colori della vittima, prima che si spengano per sempre, poco a poco, tornando alla terra. Ed è una cosa forse un po’ stupida, ma ci sarebbe dispiaciuto vederlo assediato dalle mosche, così lo abbiamo seppellito, sempre nei pressi del fico. Tornerà, in altre forme…