E tre! L’albero di fichi neri sta già fornendo frutti in abbondanza, impossibile farli fuori tutti – e bisogna fare in fretta, abbiamo notato che i fichi troppo maturi iniziano ad avere un retrogusto di aceto.
Confettura, dunque, con un procedimento analogo a quello per la confettura di albicocche.
Abbiamo usato:
- circa 1,5 Kg di fichi (al netto della buccia)
- circa 250 g di zucchero bianco
- 1 limone (nostro, dunque non trattato) molto ben spremuto
- una pentola col fondo pesante e cucchiaio non metallico per la cottura
- vasetti sterilizzati
Ci siamo equamente divisi la preparazione: lui ha raccolto i fichi, li ha sbucciati e ne ha messo la polpa nella pentola larga, a marinare con il succo di limone e lo zucchero. Poi ha iniziato la cottura, mescolando continuamente perché la consistenza dei fichi è già molto densa e bisogna evitare che la polpa o lo zucchero si attacchino al fondo della pentola e brucino. Alla mezzora è subentrata lei, a proseguire lo stesso lavoro di mescolamento fino ai 45 minuti previsti per la cottura.
Dopodiché, beh, niente di nuovo: la confettura finisce nei vasetti puliti, che vengono capovolti dopo la chiusura per sterilizzare ulteriormente il tappo. Qualche decina di minuti di attesa, e i vasetti si possono capovolgere di nuovo ed etichettare.
Semplice, no?
Passano solo poche ore e possiamo fare il test, provando la confettura (dato il ridotto contenuto di zucchero, forse potremmo chiamarla composta) su dell’ottimo formaggio sardo stagionato: non male, anche se il gusto è meno definito di quanto ci aspettassimo. Dovremo fare altre prove per capire se è una qualità dei prodotti fatti coi fichi o se è un caso – d’altra parte cercando le ricette online in diversi suggeriscono di rafforzare il gusto di questa confettura con cannella o addiritura pepe!




