
Che tempi, che tempo! Non ho fatto in tempo a scrivere, entusiasta, del magnifico tempo simil-estivo di inizio mese – temperature vicine ai 30 °C e pure qualche temporale – che, da ieri, sembra di essere ripiombati in qualche cupa giornata di fine autunno, con pioggia insistente, tanto freddo, e una risvegliata voglia di cioccolata calda. Stamattina poco prima delle dieci, tanto per dire, si era a 11 °C; intorno all’una il picco di 14 °C; circa mezzora fa, si sfioravano (nel senso che si era appena sotto) i 10 °C! Dieci gradi, a metà maggio… una volta ai bambini s’insegnavano filastrocche che parlavano di marzo come il mese pazzerello – ma allora maggio cos’è, pazzo furioso? Oltretutto è ancora fresco (e “doloroso”) il ricordo della grandinata record del 5 maggio di due anni fa.
Meteo matto a parte, comunque, a Tuchel le cose vanno benissimo: procede a colpi di zappa e piccone la “strada” che dalla Steppa va verso i cipressi e il giardino giapponese, abbiamo liberato la frana sopra ai due noci e al fico della Passeggiata, teniamo a bada l’erba almeno nella zona Terrazze e Cisterna, crescono e fioriscono le piante; abbiamo raccolto e apprezzato (e regalato in abbondanza) le nostre fave, mentre crescono ancora i teneri piselli – ne abbiamo assaggiato un baccello l’altro ieri, i chicchi davveri dolci e gustosi! – e zucche e fagioli trovano posto in piena terra. A ciò che ho seminato si è aggiunto qualche gradito regalo da parte di Mario: tre zucchine “genovesi”, due cetrioli, tre meloni sardi, due pomodori cuore di bue. Poca roba, certo, ma abbastanza per divertirsi e sentirsi un po’ contadini nel coccolare queste fragili ma generose creature.

Riporto anche, a titolo di cronaca, l’apparente sopravvivenza dell’elusivo pesciolino rosso nella Vasca (lui sostiene di averlo visto guizzare già due volte), l’incontro con un riccio nella Stradina, l’estemporanea invasione di campo (espressione quanto mai adatta) di un capriolo qualche giorno fa, la fungata del tutto casuale di ieri e, soprattutto, i nuovi arrivi: di ieri due rose da sciroppo prese da Ivana, una Weigelia da Diego poco precedente, due gerbere e altre piantine da ombra qualche giorno prima ancora; della fucsia avevo già parlato? E ancora, la festa del primo anno di Enea, il primo maggio, solo marginalmente disturbata dal vento e dalle nubi che hanno semmai reso l’occasione ancora più memorabile.
Moltissime le foto di questi giorni, che mi piacerebbe tanto riuscire a selezionare e pubblicare, almeno in parte; ma di nuove se ne aggiungono ogni giorno, e l’obiettivo sfugge sempre di più. Proviamoci!

In copertina: fioritura di piccoli sedum (S. hispanicum?) sulla Palificata.



